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giovedì 4 ottobre 2007

Il gattone Chico racconta ai bambini la vita di Papa Benedetto


Vedi anche:

SERVIZIO DI SKYTG24

Attenti al gatto...del Papa :-)


Un gatto racconta la vita del papa

di Simona Santi

Un libro molto particolare: "Joseph e Chico. Un gatto racconta la vita di papa Benedetto XVI" (di Jeanne Perego con illustrazioni di Donata Dal Molin Casagrande - Edizioni Messaggero Padova).

"Quante cose vengono scritte e dette tutti i giorni sul Papa! Ma qui voi, cari ragazzi, trovate una biografia diversa dalle altre perché a raccontarla è un gatto, e non capita tutti i giorni che un gatto consideri il Santo Padre suo amico e si metta a scrivere la sua storia": è questa la prefazione di don Georg Gaenswein, segretario particolare del Papa, in un libro molto particolare: "Joseph e Chico. Un gatto racconta la vita di papa Benedetto XVI" (di Jeanne Perego con illustrazioni di Donata Dal Molin Casagrande - Edizioni Messaggero Padova).

"La storia del mio amico inizia il 16 aprile 1927 in una notte freddissima - racconta Chico -. Alle 4.15 di quel mattino nella casa al numero 11 della piazza principale di Marktl sull'Inn, qui in Baviera, nacque Joseph Aloisius Ratzinger". Chico racconta l'infanzia del piccolo Joseph, i primi studi, gli anni del seminario, la guerra e la prigionia, la laurea all'università e l'ordinazione sacerdotale a Frisinga, il 26 giugno 1951, cui seguirono gli anni dell'insegnamento e il trasferimento nella casa di Pentling.

"Ecco perché ci siamo conosciuti - racconta il gatto Chico - sai come ho fatto a capire che lui è un grande amico di noi gatti? Perché nel suo giardino ha fatto mettere una scultura che rappresenta un gatto. Se ci fosse stata una statua di un cane mi sarei guardato bene dal mettere una zampa in quel giardino! Ora Joseph Ratzinger non è più solo il mio amico, ma anche il grande amico e la guida di tutti i cattolici!".

Con un linguaggio colorito e divertente l'autrice Jeanne Perego fa raccontare a questo simpatico micio la vita del giovane Joseph fino alla sua elezione a Pontefice il 19 aprile 2005. Quando il 19 aprile 2005 Joseph Ratzinger è diventato Papa - spiega l'autrice - ero a Frisinga, uno dei luoghi in cui egli ha studiato e insegnato e dove è stato ordinato sacerdote. Lì mi è venuta l'idea di scrivere una guida ai luoghi di origine di Joseph Ratzinger e da quel lavoro è nata l'idea di questo libro: una biografia di Ratzinger per i ragazzi. Si trattava allora di trovare una chiave narrativa adatta ai miei futuri lettori e mi è venuto in mente il gatto, Chico, che la stampa di tutto il mondo aveva etichettato come 'il gatto del Papa'. Sono andata a conoscerlo in un appuntamento con i suoi simpatici e gentilissimi padroni, quelli veri, che mi hanno raccontato la relazione tra il Papa e quel gattone rossiccio.

© Copyright Korazym

lunedì 1 ottobre 2007

A "Gesu' di Nazaret" il Gran Premio Capri San Michele 2007


E il «San Michele» va a Papa Ratzinger

DONATELLA TROTTA Capri.

A «Gesù di Nazaret», il best seller di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI, edito da Rizzoli e tradotto in più lingue, va il Gran Premio Capri San Michele 2007. Lo ha annunciato ieri ad Anacapri, in apertura della cerimonia di premiazione in piazza San Nicola, Raffaele Vacca, presidente dell’Associazione di Varia Umanità che da 24 anni promuove l’iniziativa culturale. «È un libro - questa la motivazione di Vacca - che illumina le precedenti opere di Ratzinger, con semplicità di linguaggio e presentando senza pretese magisteriali il Cristo storico, dona nuovo senso al diffuso bisogno di Dio, rivelando come la fede si fondi su una storia vera». Il conferimento del premio, si è appreso, avverrà «secondo modalità che saranno indicate dal Papa». Finora, il Gran Premio Capri San Michele era stato conferito solo a Giovanni Paolo II nel 2002, per il suo volume «Strade d’amore» (Bompiani). La notizia è stata accolta con soddisfazione dal parterre presente alla cerimonia, allietata dagli interventi musicali della pianista Maria Sbeglia, del violinista Amedeo Bagnasco e dei maestri Vincenzo De Gregorio e Mario Bindi. Sul palco, si sono così alternati i 18 vincitori delle varie sezioni, scelti da una giuria presieduta da Francesco Paolo Casavola e composta da Grazia Bottiglieri Rizzo, Vincenzo De Gregorio, Marta Murzi Saraceno, Lorenzo Ornaghi, Ermanno Corsi e Raffaele Vacca (segretaria Fabiola Vacca): tra essi, il cardinale William Levada, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, Giovanni Bazoli, presidente di Banca Intesa San Paolo e l’industriale parmense Marco Rosi (nella sezione Varia Umanità); Lucia Annunziata (premio De Feo per il giornalismo); Franco Nobili, già presidente dell’Iri (premio Tiberio). E ancora, Paola Bignardi e Carlo Cardia, per il contributo sulle sfide del laicato; Mirella Ferrari, Pietro Zerbi ed Ernesto Preziosi che hanno raccontato Ezio Franceschini nel centenario della morte; Fabio Zavattaro, che con Savino Pezzotta e il libro sui cattolici e la politica, ha delineato uno scenario in evoluzione. Tra le novità del Premio, la Campanella di San Michele, riconoscimento assegnato, tra gli altri, a Grazia Bottiglieri Rizzo, appena nominata cavaliere del lavoro.

© Copyright Il Mattino, 30 settembre 2007


Vedi anche:

"GESU' DI NAZARET" DI JOSEPH RATZINGER-BENEDETTO XVI

martedì 11 settembre 2007

Benedetto XVI e i primi testimoni della fede


E' uscito il libro Benedetto XVI "Gli apostoli e i primi discepoli di Cristo. Alle origini della Chiesa"

IL LIBRO

Pietro, Andrea, Giovanni, Giacomo... Ci sono tutti i testimoni di quell' avvenimento eccezionale nel libro di Benedetto XVI Gli apostoli e i primi discepoli di Cristo. Alle origini della Chiesa (Libreria editrice vaticana, pagine 184, euro 10). Duemila anni fa Dio è entrato nella storia con Gesù. Il cristianesimo è anzitutto un fatto storico sconvolgente che Joseph Ratzinger ha sempre tenuto a sottolineare sin dalla sua elezione a Pontefice. Non sorprende quindi che per un intero anno abbia dedicato le catechesi del mercoledì a coloro che scelti da Cristo videro con i propri occhi il Figlio di Dio. Oltre ai dodici, nel volume sono raccolte anche le lezioni di Benedetto XVI sui primi discepoli di Gesù di Nazaret, a cominciare da Paolo di Tarso chiamato da Cristo stesso ad annunziare la buona novella della Resurrezione. Un ritratto del cristianesimo delle origini che avvicina il credente di oggi a quell'avvenimento sensazionale. Per riappropriarsi di una storia che si tramanda di generazione in generazione grazie alla comunità che da Cristo ha preso origine: la Chiesa. «Gli apostoli - dice il Papa - sono il segno più evidente della volontà di Gesù riguardo alla missione della sua Chiesa». Un libro per testimoniare al mondo un messaggio che valica i tempi, firmato dall'ultimo successore di quei testimoni: Benedetto XVI.

© Copyright Avvenire, 9 settembre 2007

venerdì 22 giugno 2007

Il Papa, un hacker e Harry Potter


Voi non sentite puzza di bufala e gratuita pubblicita'?
Raffaella

Harry Potter, hacker svela il finale per obbedire al Papa

Un hacker ha svelato quello che a suo dire sarebbe il finale del settimo e ultimo capitolo della saga di Harry Potter, la cui uscita è prevista fra un mese. A morire dovrebbero essere i due amici del maghetto: Hermione e Hagrid, mentre a Harry toccherà regolare i conti con i vari cattivi. Il pirata informatico, che si fa chiamare Gabriel, sostiene di essere riuscito a entrare nei computer della casa editrice, la Bloomsbury, semplicemente inviando una e-mail infetta a un dipendente. Ora, in un noto sito di hacker (InSecure.org), Gabriel ha messo a disposizione il materiale, sostenendo di voler «rendere inutile la lettura del libro». Curiose le ragioni dell'operazione: «L'ho fatto» ha spiegato Gabriel «seguendo le parole del grande Papa Benedetto XVI, quando era ancora il cardinale Ratzinger: egli spiegò che Harry Potter porta i giovani a un neo-paganesimo». Fonti della Bloomsbury minimizzano: «Circolano sempre tante versioni ufficiose del libro: non confermiamo né smentiamo i rumours».

© Copyright Libero, 22 giugno 2007


Hacker svela il finale del nuovo libro

Hermione e Hagrid moriranno. Questa la rivelazione-shock che un hacker ha fatto circolare sul web. Gabriel, questa la firma del pirata informatico che ha deciso di boicottare "Harry Potter and the Deathly Hallows" ispirandosi a Papa Ratzinger, che a suo tempo aveva accusato la saga di istigare i giovani lettori al neopaganesimo.

© Copyright Libero, 22 giugno 2007


LA NOVITÀ

Londra: un hacker rivela il finale del prossimo libro. Bloomsbury non commenta. Scoop o spot?

"Harry Potter, ecco come andrà a finire"

CINZIA SASSO

DAL NOSTRO INVIATO
LONDRA - Sarà vero? Manca un mese perché Harry Potter and the Deathly Hallows, l´ultimo libro della serie, sia in vendita nelle librerie, e ieri un hacker dal nome gentile pubblica su Internet tutta la storia, svelando ogni mistero. Ma sarà vero quello che scrive? E cioé che quella secchiona di Hermione è stata uccisa in un duello finale con Voldemort e il gigante buono Hagrid ammazzato per mano di quel viscido del professor Piton? Come al solito, alla vigilia della pubblicazione dei libri di culto di J.K. Rowling si scatena sul web la corsa alle ultime incandescenti rivelazioni che naturalmente non vengono né confermate né smentite da Bloomsbury, la casa editrice che pubblica la serie di Harry Potter e che solo il 21 di luglio, data di uscita nelle librerie, si aspetta di vendere tre milioni di copie.
L´hacker che ha messo a rumore la folla degli appassionati di Potter – 325 milioni di copie vendute, libri tradotti in 64 lingue, 5 film già realizzati - si fa chiamare Gabriel e sostiene di aver avuto accesso alle bozze del libro direttamente dal computer di un impiegato della Bloomsbury, inviandogli una mail contenente un virus, un lavoretto facile facile. E ieri su insecure.org ha rivelato, in un inglese abbastanza incerto, ampi dettagli della trama dell´ultima fatica della scrittrice scozzese. Tra questi, la morte di Hermione durante un duello con Lord Voldemort e quella del guardiaboschi Hagrid per mano di Piton. Non c´è, nella versione anticipata dal pirata informatico, quello che i fan della saga si aspettavano e insieme temevano di più: la morte di Harry. Gabriel ha cercato di nobilitare il suo gesto: «L´ho fatto – ha scritto - per seguire le preziose parole di Papa Benedetto XVI quando era cardinale. Disse che Harry Potter avrebbe portato i giovani verso la fede nel neo-paganesimo». La Bloomsbury è tranquilla: «In rete – ha detto un portavoce - circolano moltissime versioni e ipotesi del finale. Noi non neghiamo né confermiamo nulla».

© Copyright Repubblica, 22 giugno 2007


La presunta "vendetta" d'un hacker

E io vi svelo come finirà Harry Potter...

Anna Mallamo

Terzo segreto di Fatima? Database del Pentagono? Formula della Coca Cola? Macché. Il segreto dei segreti dei nostri tempi è... il finale della saga di Harry Potter, oggetto d'un'attesa planetaria che avrebbe dovuto aver fine solo il 21 luglio, data di pubblicazione (nei paesi anglosassoni) dell'ultimo libro della serie, "Harry Potter and the Deathly Hallows". E invece no. Un hacker inglese, nome in codice "Gabriel", il 19 giugno ha raccontato su un sito internet molto frequentato (insecure.org, ieri in tilt per l'enorme numero di collegamenti, dopo che la notizia è stata diffusa) di aver scoperto tutto, grazie alla propria abilità informatica, "forzando" con un virus ("Gabriel" spiega in dettaglio quale e come) il computer di un impiegato della casa editrice Bloomsbury e leggendo indisturbato le bozze del segretissimo romanzo di J. K. Rowling.
Il finale – secondo "Gabriel", che si esprime in un inglese alquanto rudimentale – sarebbe shocking: i due personaggi che, come aveva annuciato la stessa autrice, sarebbero morti prima della conclusione della vicenda sono nientepopodimeno che Hagrid, ucciso dal professor Piton mentre tenta di salvare Hermione e Ron da un agguato, e la povera Hermione, assassinata da Lord Voldemort in persona durante una battaglia di incantesimi. E questi due delitti sarebbero la spinta finale per Harry, che, pieno di rabbia e dolore, l'avrebbe definitivamente vinta su tutti i suoi nemici. Anzi, su tutti tranne uno: il malefico biondino Draco Malfoy, l'unico a sopravvivere, e a ereditare la "formula" per creare i terribili "Horcrux" (gli oggetti nei quali un mago può intrappolare una parte della propria anima, garantendosi l'immortalità).
Ma tutto questo – ovvero il presunto boicottaggio del libro più atteso dell'anno – "Gabriel" dichiara d'averlo fatto per una nobile ragione: «Per seguire le preziose parole di Papa Benedetto XVI, pronunciate quando era ancora cardinale Joseph Ratzinger, il quale disse che Harry Potter avrebbe portato i giovani verso il neo-paganesimo».
Sarà vero? La casa editrice inglese Bloomsbury, le cui rotative stanno stampando a pieno ritmo il romanzo e che prevede di venderne tre milioni di copie solo nel giorno d'uscita, non si è scomposta più di tanto, e ha fatto sapere attraverso un portavoce che «in rete circolano moltissime versioni e ipotesi sul finale: noi non neghiamo né confermiamo nulla». Understatement inglese, non c'è che dire.
E d'altronde è vero che, nei mesi scorsi, s'è registrato un proliferare di indiscrezioni fasulle, "bufale" e ipotesi fantasiose, oltre alle scommesse vere e proprie sulla fine della saga del maghetto, di cui si sa soltanto che moriranno due dei personaggi principali e che non ci sarà mai un ottavo libro della serie. Parola della Rowling, i cui libri hanno venduto finora 325 milioni di copie in tutto il mondo e sono stati tradotti in 64 lingue. Semmai, ha ipotizzato l'autrice, che s'è detta assai triste all'idea di chiudere con la vicenda incantata di Harry, il seguito potrebbe essere una sorta di "enciclopedia" finale su Hogwarts e tutti i personaggi, anche quelli minori. Hacker permettendo...

© Copyright Gazzetta del sud, 22 giugno 2007

martedì 19 giugno 2007

Giorello: Pretendere che Ratzinger non faccia il suo mestiere è curioso


Giulio Giorello commenta il libro con Affari. "Pretendere che Ratzinger non faccia il suo mestiere è curioso..."

Giulio Giorello

"Pretendere che Ratzinger non faccia il suo mestiere è curioso". Giulio Giorello, docente di Filosofia della Scienza all'Università degli studi di Milano, commenta con Affari la figura del Papa e la sua 'filosofia'. "Credo che il relativismo sia uno strumento importante per un mondo più civile e rispettoso, ma essere relativisti significa anche comprendere posizioni 'assolutistiche' come quella del Papa. Che gli 'assoluti' delle varie filosofie possano scontrarsi liberamente".

Nel libro del professor Martelli* si parla di Ratzinger e della sua 'filosofia' e si teorizza un relativismo democratico...

"E' un libro di alto impegno cvile. La proposta dell'autore è più che ragionevole: il relativismo democratico, ovvero il saper riconoscere il valore di correnti di pensiero e filosofie differenti dalla nostra, è un ottimo strumento per un mondo più civile e rispettoso della diversità".

Come si conciliano il relativismo e la pretesa della filosofia di cercare la verità?

"Sono sempre esistite e devono esistere delle filosofie che esprimono la verità sul mondo. E' vero, la filosofia è pensiero critico e autocritico radicato a una determinata contingenza storica, ma non può essere identificata col relativismo".

I Dico, ora il gay pride. Come è possibile il dialogo?

"Voglio parlare filosoficamente. La filosofia è in costante tensione tra sapere, affermare una verità, o non sapere, porsi delle questioni. Lasciamo che esistano tendenze e 'pensieri differenti' senza chiedere a nessuno di rinunciare al proprio credo. Mi viene da dire: che gli 'assoluti' emergano e si scontrino liberamente. La tensione tra il sapere e non sapere è insita nella filosofia e nella religione. Martin Lutero ad esempio è colui che constata la finitezza umana ma poi rivela delle verità. L'Islam, in tutta la sua linea eterodossa, è molto relativista".

Esempi nella storia della filosofia?

"Pensiamo a Platone, Aristotele. Ci sono stati 'filosofi assoluti' molto importanti. Platone è stato considerato un grande assolutista, filosofo totalitario. E' la lettura data dagli autori liberali britannici nell'800, della quale risente tutto l'attacco a Platone che culmina poi nel 900 con Karl Popper in 'La società aperta e i suoi nemici'. Ma c'è anche un Platone accademico, più scettico, che mina le certezze assolute e solleva problemi, attraverso la figura di Socrate. Lo stesso avviene con Hegel, Husserl e Heidegger".

E Ratzinger?

"Pretendere che Ratzinger non faccia il suo mestiere è curioso. Ha un pensiero preciso per cui la verità è raggiungibile in un modo preciso. Lui predica una felice congiunzione di fede e ragione, 'fides et ratio' per dirla con Giovanni Paolo II. Quindi rivelazione ed esercizio razionale su se stessi. E' una posizione ineccepibile. Guai se un relativista imponesse agli altri una posizione. Sono invece insopportabili certe caricature del pensiero di Ratzinger fatte dai Teocon, sui quali si scaglia anche Martelli. E il fatto che uno di questi sia stato presidente del Senato, non migliora la situazione. Marcello Pera è un filosofo mediocre e teologo ignorante. Non metterei Ratzinger sullo stesso piano. Se dovessi fare una crociera non la farei mai con Pera, ma con Ratzinger sì e mi divertirei anche..."

Virginia Perini

Affari italiani

* Michele Martelli e' l'autore del libro "Senza dogmi". L'antifilosofia di Papa Ratzinger.

Mai un Papa aveva suscitato tanto interesse nei suoi oppositori :-)
Raffaella

Alessandra Borghese: il Papa? Un uomo sereno, dolce, amabile



(nella foto il Papa con Alessandra Borghese)

Alessandra Borghese sulle tracce della fede
La scrittrice per ‘‘Gli incontri del Carlino’’

di GIUSY PALUMBO

E’ “SULLE TRACCE di Joseph Ratzinger” che Alessandra Borghese ha trovato anche se stessa, raccontando un viaggio fisico e spirituale in terra di Baviera, in mezzo alle tradizioni, i costumi e le tante sfumature dei luoghi, sia sacri che intimi, frequentati dal papa. Come se la vita dell’uomo Ratzinger non si potesse scindere da quella del Papa Benedetto XVI, per il semplice fatto che la fede non è un abito che s’indossa, non è solo nella liturgia o nella preghiera, ma è in ogni istante, in ogni gesto quotidiano.
E’ con questo sguardo trasparente che Alessandra Borghese comunica un’esperienza di fede “naturale”, interna all’anima, che le ha reso la vita «più completa, più bella, più vera».
Prima dell’incontro di stasera alle 21 all’Oratorio dei Fiorentini in occasione della presentazione del suo ultimo libro (Sulle tracce di Joseph Ratzinger, Edizioni Cantagalli) per “Gli incontri del Carlino” in collaborazione con il Centro Manfredini, è l’autrice stessa a raccontare Joseph Ratzinger, conosciuto nel 1998 a Roma, prima che diventasse Papa.

Ha deciso di scrivere il libro perché già lo conosceva personalmente?

«Sicuramente conoscere un cardinale, ammirarlo e seguirlo... poi ritrovarselo Papa è una sensazione e un’esperienza unica in una vita. Ma la cosa che più mi lega a Joseph Ratzinger è la fede».

Cosa ha scoperto seguendo le sue tracce?

«Uno splendido paese, la terra natale del nostro amato papa. Le tradizioni, le usanze, e un po’ di storia percorrendo i sentieri, le strade e i passi di Benedetto XVI».

Com’è l’uomo Ratzinger?

«Un uomo sereno, dolce, amabile. Un uomo di fede, illuminato dalla grazia».

E il momento preciso in cui lei, Alessandra Borghese, ha incontrato la fede?

«Come ho descritto nel mio libro Con occhi nuovi, è stata la Provvidenza a farmi riabbracciare la fede proprio sulle rive di un fiume bavarese. Direi che la mia conversione è stata piuttosto banale, piano piano molti pregiudizi verso la religione e la chiesa sono crollati».

Prima che lei avesse “sete di Dio” come ha superato i momenti difficili della vita?

«Con grinta e disciplina».

Cosa vede guardandosi indietro. Rinnega qualche scelta?

«Non rinnego nulla, tutto serve, anche certi sbagli... possono prepararci a gustare ancora di più il ritorno a casa».

Nel suo ambiente ha mai avvertito ostilità o superficialità rispetto alla sua scelta di vita?

«Sappiamo bene che non è facile essere profeti in patria, non lo è stato per nessuno, neanche per Gesù Cristo».

Ciò dipende dal rapporto tra fede e cultura?

«Credo che troppo spesso questo rapporto sia assente. Bisognerebbe fare di più».

Per citare un luogo comune, secondo lei, oggi “non c'è più religione”?

«Oggi c’è molta confusione, superficialità e menefreghismo».

E riguardo al confronto-scontro sempre più evidente in Italia tra Islam e religione cattolica?

«Una nuova realtà è sotto i nostri occhi. E’ importante conoscere le proprie radici e tradizioni per poter dialogare con gli altri. Bisogna proporre il messaggio evangelico, non imporlo».

© Copyright Quotidiano nazionale, 19 giugno 2007

lunedì 18 giugno 2007

Boom di vendite per "Gesu' di Nazaret" in Italia e Francia


"Gesu' di Nazaret" si piazza stabilmente al secondo posto della classifica generale francese e per la quarta settimana consecutiva e' al secondo posto della classifica della saggistica italiana, un vero record!

CLASSIFICA FRANCESE

CLASSIFICA ITALIANA

venerdì 15 giugno 2007

VITAMINA B16, il nuovo best seller del Papa


Titolo: VITAMINA B16
Autore: Benedetto XVI
Collana: Segni
Numero codice: 501001
Pagine: 60
Prezzo: € 7,00


L’involucro è del tutto simile a una scatola medicinale. All’interno, però, non vi sono farmaci ma 120 “compresse di magistero”. Inaugurano la “farmacia dell’anima”, nuova collana ED INSIEME, come le precedenti orientata alla divulgazione. B16 sta per Benedetto XVI, e la “vitamina” contenuta nella scatola di color giallo vaticano è la parola del Pontefice, nella chiarezza ed essenzialità caratterizzante. I pensieri sono tratti dalle sue omelie, dall’enciclica sulla carità, dai discorsi pronunciati in occasione di udienze e all’Angelus. La selezione privilegia i più densi fra i tanti. La proposta è originalissima: il contenuto è spirituale ma presentato nella forma e nel linguaggio tipici della cultura medico-scientifica. Riuscitissimo il connubio. Le caratteristiche, la natura e i contenuti della pubblicazione vengono riepilogati dal “bugiardino”, il foglietto illustrativo inserito in ogni scatola. Solo alcune voci. Categoria farmaco-terapeutica: il prodotto è un integratore spirituale. L’uso corretto e costante assicura il rafforzamento della fede, della speranza e della carità. Indicazioni: la vitamina B16 è particolarmente consigliata negli stati di astenia esistenziale. Posologia: una compressa al dì, salvo diversa indicazione. Se ne consiglia l’assunzione al mattino e la riflessione nel corso della giornata. È escluso il pericolo di assuefazione. Effetti dovuti alla sospensione del trattamento: relativismo etico e religioso, negatività nel rapporto con gli altri; disinteresse, egoismo, mancanza di dialogo e di condivisione di beni. E così via... fino all’accorata indicazione finale: Attenzione! Tenere il medicinale alla portata di tutti!

dal sito della ED INSIEME