venerdì 10 luglio 2009

G8, le first ladies dal Papa: fotogallery


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lunedì 12 gennaio 2009

A maggio gemellaggio fra il paese natale di Benedetto XVI e quello di Giovanni XXIII (Traina)


A maggio gemelli i paesi dei Papi

Sotto il Monte ricambia la visita fatta dai bavaresi Querce nelle piazze per suggellare la vicinanza

Remo Traina

Sotto il Monte

Una delegazione di amministratori comunali e cittadini di Sotto il Monte Giovanni XXIII ha visitato Marktl Am Inn, paese natale di Papa Benedetto XVI. Per ricambiare la visita che lo scorso ottobre - dedicato al cinquantenario dell'elezione al soglio pontificio del cardinale Angelo Giuseppe Roncalli (28 ottobre 1958) - una rappresentanza della cittadina bavarese ha fatto a Sotto il Monte. Da quel proficuo incontro è stato avviato il cammino per arrivare al gemellaggio tra la comunità di Papa Giovanni XXIII e la comunità di Papa Ratzinger.
Un gemellaggio con i tedeschi che si realizzerà entro la metà di quest'anno per poi gemellarsi nel 2010 anche con Wadowice, la città natale di Papa Wojtyla. Il progetto prevede la posa nelle piazze delle diverse cittadine di tre querce in onore dei tre Papi. Con questa iniziativa, Sotto il Monte Giovanni XXIII, Marktl am Inn e Wadowice saranno più vicine culturalmente e spiritualmente. Durante la visita in Baviera, il sindaco Eugenio Bolognini con gli assessori Luca Rossi e Donato Locatelli hanno definito con il primo cittadino Hubert Gschwendtner gli ultimi dettagli del gemellaggio, che dovrebbe essere suggellato tra aprile e maggio.
La delegazione bergamasca è stata accolta con entusiasmo dai componenti del Consiglio comunale di Marktl, dal parroco Josef Kaiser e dai collaboratori della parrocchia.
«Siamo davvero soddisfatti dell'accoglienza che ci è stata riservata e dall'amicizia che sta nascendo con Marktl – spiega il sindaco Bolognini –. Abbiamo visitato la casa natale di Papa Benedetto XVI, il museo del paese e partecipato alla Messa, durante la quale abbiamo portato i saluti della nostra cittadinanza e del nostro parroco, monsignor Marino Bertocchi. Nella chiesa abbiamo ascoltato un interessante concerto, durante il quale sono stati eseguiti dei brani musicali su testi di Giovanni XXIII». «Il legame tra Sotto il Monte e Marktl si sta intensificando sempre di più – aggiunge l'assessore alla Cultura Luca Rossi – nei prossimi giorni inviterò le associazioni a partecipare a una serata di programmazione per organizzare gli eventi legati al gemellaggio. Le cerimonie del gemellaggio sono previste in Germania il 19 aprile, giorno che ricorda l'elezione di cardinal Joseph Ratzinger a Papa e a Sotto il Monte il 2 e 3 maggio di quest'anno». La delegazione bergamasca, accompagnata dagli amici di Marktl, per la traduzione dal tedesco ha potuto contare sulla preziosa collaborazione di Heidi Schmidt, originaria di Mannheim ma residente a Sotto il Monte, ha visitato inoltre la cittadina di Altötting e Burghausen con il castello più lungo d'Europa. Prima della partenza c'è stata la cerimonia dei saluti e lo scambio di doni. Il sindaco Bolognini ha consegnato alla comunità di Marktl un quadro, opera del pittore Angelo Capelli, raffigurante Papa Giovanni XXIII e Papa Benedetto XVI.

© Copyright Eco di Bergamo, 11 gennaio 2009

sabato 6 dicembre 2008

L'albero natalizio in piazza San Pietro. Con il suo legno saranno realizzati piccoli e grandi oggetti per bambini


FESTIVITA' NATALIZIE 2005-2009: LO SPECIALE DEL BLOG

NATALE 2008: RACCOLTA DI ARTICOLI COMMENTI

Con il suo legno saranno realizzati piccoli e grandi oggetti per bambini

L'albero natalizio in piazza San Pietro

Servirà a costruire piccoli e grandi oggetti per bambini il legno dell'abete che da ieri svetta in piazza San Pietro accanto all'obelisco e al presepe a grandezza naturale in fase di allestimento. Il progetto, coordinato da un tecnico forestale, verrà affidato ad alcune ditte che con quel legno realizzeranno prodotti semilavorati - da complementi di arredo per spazi verdi, come panchine e gazebo, a piccoli oggetti quali tavole, quadretti, scatole - destinati a laboratori scolastici dove gli stessi bambini provvederanno alla loro rifinitura. È un'iniziativa, spiegano i responsabili, ispirata alla consapevolezza che il legno costituisce un prezioso accumulo di carbonio "nobile" trasformato dalla natura: da non sciupare, quindi, e anzi da riutilizzare proprio a beneficio delle nuove generazioni del pianeta.
L'abete di quest'anno è alto oltre trenta metri e viene dalla zona di Gutenstein, nella valle di Piesting, in Bassa Austria. Partito il 28 novembre scorso dalla cittadina austriaca con un trasporto speciale, è arrivato in Vaticano nelle prime ore di ieri, venerdì 5 dicembre. In questi giorni sarà ornato da duemila sfere colorate e da un nuovo sistema di luci composto da 1.500 led luminosi. Al suo allestimento provvederà la direzione dei servizi tecnici del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, in particolare il reparto elettricisti del servizio dei laboratori e impianti. A coordinare il lavoro è il vice direttore dei servizi tecnici e capo ufficio progetti, Giuseppe Facchini. Insieme con il grande abete, ne sono giunti altri più piccoli - tra cui due piante alte 18 metri - che saranno destinati a diverse zone ed edifici della Città del Vaticano.
L'inaugurazione avverrà sabato prossimo, 13 dicembre, alla presenza del cardinale Giovanni Lajolo, presidente del Governatorato. Alla cerimonia parteciperà anche un gruppo di circa ottocento pellegrini austriaci guidati dal capo del governo regionale della Bassa Austria, Erwin Pröll, e dal vescovo di Sankt Pölten, monsignor Klaus Küng. Nel sottolineare il significato spirituale dell'abete natalizio, il presule evidenzia che in esso si può leggere una sorta di rappresentazione della redenzione dell'uomo. "L'albero - spiega - proviene dalla natura e simboleggia l'umanità priva del suo Salvatore, che non ha ancora ricevuto la luce della fede e la grazia della liberazione dal male". Con l'incarnazione, invece, il mondo accoglie la luce del Verbo di Dio. "A Natale - afferma - troviamo questa luce nelle luci che adornano l'abete: esso illumina il nostro cammino interiore verso Betlemme". In questo senso, l'albero "ci rivela il nostro prossimo come fratello e sorella, e Dio come bambino. Ci conduce dal buio alla luce. Per questo ci riempie di gioia, ci dona conforto e speranza, e ci dice dopo duemila anni: questo bambino, il Figlio di Dio, è nato per me". Così, conclude il vescovo, "un albero di Natale splendente può restituire il senso spirituale della profondità del mistero del Natale a chi lo ha smarrito".
Dal 1982 - anno a cui risale la tradizione di allestire in piazza San Pietro il presepe e l'albero, donato di volta in volta da un Paese diverso - è l'ottava volta che l'abete giunge dall'Austria, la seconda del pontificato di Benedetto XVI dopo il 2005, quando a offrirlo fu il comune di Eferding, nella regione federale dell'Alta Austria.

(francesco m. valiante)

(©L'Osservatore Romano - 7 dicembre 2008)